1. L’Album delle vecchie fotografie …

OGNI SOFFITTA CHE SI RISPETTI CONTIENE VECCHI RICORDI … CHIUSI DENTRO BAULI O SCATOLONI … MOMENTI DI VITA IMPRESSI SU FOTOGRAFIE INGIALLITE O SU VECCHI RITAGLI DI GIORNALE …

VOGLIO INIZIARE QUESTO VIAGGIO VIRTUALE DALLA SCRIVANIA … LI’ DOVE QUALCUNO HA POGGIATO IL VECCHIO ALBUM DELLE FOTOGRAFIE …

 

“I soldi non valgono l’amore per una maglia e io ne ho due, una bianconera e una azzurra”

Umberto Caligaris, difensore della Juventus anni ’30,

in risposta ai dirigenti del Valencia che volevano acquistarlo

 

ANNI ’20 e ANNI ’30

 

LA MAMMA COL BAMBINO

Tra le tante della mia collezione posso dire che questa è la mia preferita.

Non si tratta di una fase di gioco o di una sessione di allenamento ma di un’elegante signora vestita alla moda degli anni ’30 – cappello alle ventitrè compreso – assieme ad un bambino vestito con una perfetta riproduzione della divisa della Juventus di quegli anni.

Voglio riproporre questa foto come primo atto della ricostruzione del mio sito.

In un periodo storico che, a differenza di quello attuale, non prevedeva merchandising e maglie in vendita, avere una perfetta copia della casacca bianconera – compreso scudetto sabaudo (che all’epoca si metteva sulle maglie che vincevano il campionato) – non era cosa per tutti.

Solo i più abbienti potevano permettersi un sarto che confezionasse non un abito ma dell’abbigliamento sportivo.

 

I 2 BAMBINI

Altra immagine particolare che ritrae due bambini che indossano la divisa della Juventus. Difficile dire il luogo e l’epoca della foto. Le maglie presentano come logo uno scudo metà bianco e metà nero. Simpatica la posa. I ragazzini, abbracciati, in precario equilibrio con le ginocchia sul pallone.

 

IL PROVINO DI CESARINI

TORINO 1929 – Gli esami non finiscono mai! Nemmeno per i grandi giocatori.

Altra immagine caratteristica che illustra un calcio che non c’è più ma simile al calcio di oggi. Ragazzi speranzosi che sognano di entrare a far parte del calcio che conta. Tutti uguali tutti vestiti di nero, nella speranza ardente di vestire la maglia bianconera. L’immagine ritrae i due oriundi italo-argentini Renato Cesarini (a sinistra) ed Eugenio Castellucci.

Entrambi in attesa di sostenere il provino con la Juventus. Entrambi entreranno nella rosa della Juventus ma la sorte arriderà solo al primo. Mentre, infatti, Cesarini diventerà uno dei pilastri della Juve dei 5 scudetti consecutivi 1930-1935 con 128 presenze, Castellucci, promettente difensore, giocherà solo due partite con la casacca bianconera.

Cesarini diventerà celebre per la famosa “Zona Cesarini“, locuzione creata dopo una partita tra Italia ed Ungheria che si concluse con la vittoria azzurra con un suo gol allo scadere per la propensione del giocatore a segnare sempre negli ultimi minuti della partita. La locuzione si usa ancora oggi per indicare qualcosa fatta all’ultimo momento utile.

 Un legame, quello con la Juventus, durato tutta la vita. Dopo aver concluso la carriera da calciatore, fu anche allenatore della Juventus con uno scudetto e due Coppe Italia portati a casa. Ma non è tutto. Fu lui a scoprire e a suggerire alla Juventus di acquistare un giovane, promettente giocatore che avrebbe fatto sognare i tifosi come pochi altri: OMAR SIVORI!!!

 

UN OMAGGIO PER “MUMO” ORSI.

La foto che vedete è un regalo fatto al giocatore ritratto mentre gioca.

Milano, 5.10.1930: in campo allo stadio San Siro si fronteggiano il Milan e la Juventus. Il fotografo scatta una foto e, una volta sviluppata, decide di regalarla al campione ritratto, un vero e proprio top player dell’epoca, l’oriundo argentino naturalizzato italiano Raimundo Orsi, attaccante della Juventus e della Nazionale Italiana che si laureerà Campione del Mondo nel 1934. E proprio grazie a Raimundo, che segnerà il gol del pareggio italiano nella finale. Nella foto, “Mumo” (questo era il suo soprannome), evidentemente sbilanciato, si lamenta per il duro trattamento riservatogli dal difensore milanista Perversi. La partita Finirà 3 a 0 per i bianconeri, nella stagione che porterà la Juventus a vincere il primo dei 5 scudetti della serie vincente 1930 – 1935. Terzo gol, manco a dirlo, siglato da “Mumo” Orsi.

Non riporto la dicitura che vedete dietro la foto per non togliere a nessuno il fascino di decifrarla …

 

… QUANDO LE MAGLIE NON AVEVANO NUMERO …

Una foto di quando il bianco e nero (compreso quello delle fotografie) era SOLO bianconero. Nessun numero sulle maglie né, tanto meno, nomi come quelli apposti sulle casacche dei giorni nostri. Alcune istantanee di gioco degli anni ’30, dal famoso quinquennio d’oro fino alla fine del decennio. Come si può notare nessuna maglia reca il numero sulle spalle che verrà introdotto all’inizio degli anni ’50.

Le prime due foto riportano la mente ad un Bologna Juventus giocato giovedì (strano turno infrasettimanale) 21 dicembre 1933. Mistero presto risolto:  la partita avrebbe dovuto giocarsi il giorno 17.12.1933 ma la partita fu rinviata per impraticabilità del campo in seguito alla forte nevicata che colpì Bologna (ancora ricordata come “la grande nevicata del ’33”) e di cui si vedono chiaramente i segni (notare gli alti cumuli di neve a bordo campo).

Nella prima immagine, il giocatore bolognese Schiavio, da terra, cerca di concludere verso la porta bianconera,controllato da Caligaris e dalla difesa della Juventus (sullo sfondo si nota Rosetta più leggermente arretrato). Nella seconda, un corner battuto nell’area di rigore delle Juventus. Stacco imperioso di Felice “farfallino” Borel che svetta su tutti e libera l’area. Risultato finale: 2 a 2

Nella terza foto, un’azione di difesa della Juventus in un Lazio – Juventus giocato il 22 Maggio 1932 allo Stadio del Partito Nazionale Fascista (impianto demolito per fare spazio, nella stessa area, allo Stadio Flaminio). Risultato 3 a 0 per la Juventus Campione d’Italia.

Nell’ultima foto, altra partita con la Lazio, giocata nello stesso stadio ma datata 6.3.1939. Pareggio 1 a 1 con gol bianconero di Gabetto.

ANNI ’40

10.10.1947 – LA JUVE MOTORIZZATA

Riporto la didascalia che ha lasciato il fotografo che fece questa foto originale.

Tre giocatori della Juventus, Teobaldo Depetrini, il Capitano Carlo Parola e Ugo Locatelli posano sorridenti sul campo dello Stadio Comunale di Torino in sella alla famosa Moto Guzzi Motoleggera 65, da tutti conosciuta come “Guzzino”, presentata nella primavera del 1946 e successivamente commercializzata.

In quel periodo La Moto Guzzi pensava a un veicolo economico per andare incontro al bisogno di mobilità della popolazione martoriata dalla guerra. Quale migliore lancio pubblicitario che far provare la nuova nata ai giocatori della Juventus?

 

ANNI ’50

LA JUVE IN VISITA DAL PAPA

Roma, anni ’50.

Foto di gruppo per i giocatori ed i dirigenti della Juventus (e le loro famiglie) assieme al papa Pio XII (nato Eugenio Maria Giuseppe Pacelli). Oltre a Vittorio Pozzo, CT Campione del Mondo ’34 e ’38, all’epoca dirigente della Federcalcio (in piedi sulla destra) e Giampiero Combi, portiere della Juve del quinquennio d’oro e della nazionale iridata del ’34, all’epoca direttore tecnico della Juventus (in piedi sorridente accanto al Pontefice), si notano Boniperti (proprio dietro al Papa), il danese Preast (nascosto sulla sinistra), Ferrario (che svetta con la sua altezza nel gruppo delle persone in piedi), il portiere Viola, il terzino Corradi, Muccinelli al centro accosciato e John Hansen, altro danese della Juventus che posa la mano sulla spalla del compagno Muccinelli. A voi scoprire gli altri …

 

GIOCATORI A LAVORO

 

 

ANNI ’80

SUPER LAVORO PER GILLESPIE

Due fotografie pressoché identiche riprese dall’occhio attento dei fotografi inglesi durante la tragica notte dell’Heysel del Maggio 1985. Ritrae, in pose similari, Massimo Briaschi e Zbigniew Boniek che tentano di sfondare le linee difensive del Liverpool sul lato sinistro. Il tutto sotto l’occhio attento del difensore inglese Gillespie. Su quella fascia si concretizzerà il rigore che darà la vittoria alla Juventus.

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